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trio

La bella e la bestia pt.4


di porcoamodomio
25.03.2026    |    100    |    0 6.0
"Il boa, prese a irrigidirsi e diventare più grosso, Anna a mala pena riusciva a prendere un terzo di quel cazzone, sicuramente il suo posto sarebbe stata la fica..."
[continua dai precedenti]

[per agevolare la lettura l'amica prende il nome di Anna]

quel pomeriggio al motel Anna si vide aperta il culo e la fica, le doppie erano sempre il suo forte e anch'io volevo condividerla con altri uomini, forse come forma di cuckold.
Lasciata la camera, andammo verso casa, prima però feci una sosta in una piazzola di sosta, ero ancora eccitato dall'idea di esibirla e sapevo che lungo la A4 c'era un parcheggio di camionisti predisposto.

Cosi parcheggiati cercai un albero per fare pipì, lei mi segui e volle aiutarmi a tenerlo ritto ma vista la sua presenza non era necessario tenerlo, anzi, era già duro che non riuscivo nemmeno a urinare, lei dal canto suo, ci passava la lingua sulla cappella quasi a voler assaggiare la bionda bibita.

Decisi cosi di farle togliere gli slip ma Anna era scesa dall'auto in gonna e non li aveva più indossati.
Le dissi che era una Troia e lei sorrise, mentre mi faceva una sega.

Dovevo pisciare stavo scoppiando, cosi le dissi di andare verso la macchina che era parcheggiata più in la', volevo che altri uomini la vedessero e magari la importunassero, lei aveva tanta voglia di cazzo e magari poteva cogliere qualche fiorellino!

Però da brava innamorata (lo scoprii mesi dopo) le porcherie le faceva solo con me o in mia presenza.
Cosi col cazzo fra le sue mani riuscii a pisciare sulla sua lingua!
Non avevo mai visto una donna leccare la mia pipì, lei lo prese in bocca tutta la cappella, non ingoiava ma si riempiva la bocca di piscio e poi succhiava e risputava, in compenso stava squirtando in modo osceno.
Quando vidi dietro di noi un uomo, barbone e panzuto, la tenni china sul mio cazzo.
Le alzai la gonna e mostrai il culo all'uomo. Il bestione, si avvicino si inginocchiò e prese a due mani le natiche di Anna e prese ad affondare la lingua dentro al culo e sicuramente passando dentro la fica.
Anna continuò a schizzare e io finita la pipì ebbi come in desiderio di sborrare ancora.

L'uomo dietro continuava a leccare la fica, si era aperto i calzone e intravvedevo qualcosa sotto, ma non ero stato fortunato, di li a poco gli vidi la mano bagnata, aveva sborrato in mano ma continuava a leccare.

Più dietro vidi un ragazzo alto e magro, era buio ma mi sembrava nero, aspettai a vedere se si avvicinava, tenevo Anna chinata sul mio cazzo e l'amico nero si avvicinò, arrivò di fianco e allungo le mani sui seni di Anna, prese a lavorargli i capezzoli. Io presi la mano della mia squaldrina a la invitai a cercare la bestia che aveva sicuramente sotto la cintura.
Il serpente venne fuori, lungo nero con una cappellona scura.
La alzai, le feci prendere fiato, la bacia le strinsi la tetta e poi le dissi, mentre ancora aveva il serpente fra le mani... ho voglia di scoparti mentre succhi il serpente.
La girai tolsi al panzone la fica dalla bocca e trovai un buco molto umido e dilatato, affondai in cazzo direttamente sul culo poi abbassai il corpo e le feci imboccare il serpente nero.
Il boa, prese a irrigidirsi e diventare più grosso, Anna a mala pena riusciva a prendere un terzo di quel cazzone, sicuramente il suo posto sarebbe stata la fica.
feci alzare Anna, la feci girare e infilai il cazzo in bocca mentre il nero affondò il cazzone dentro, presumo in fica, la pompò per un pò finche non squirtò ed espulse il boa dalla fica, il nero la riprese e al secondo schizzo stette con il cazzo dentro e pompò più veloce, Anna era distrutta ormai aveva lasciato il mio cazzo, le reggevo a peso mentre il nero le sconquassava la fica, ormai non schizzava più dalla fica, ma alla mia domanda, "vuoi che lo fermi", lei diceva nooooo, allora dissi al nero, "amico vedi di sborrare perchè non abbiamo tutta la sera" .
Il nero dopo pochi minuti si fermò, tiro fuori il cazzo flocido e sporco di sborra nella cappella.
Anna rimase li chinata a carponi io andai dietro a vedere la sborra che le uscita dal cratere che un tempo era una fica.
mi venne voglia di sborrare ed ero pronto, mi inginocchiai mi misi dietro la sua fica, entrai e sborrai come un idrante.
Non pensavo di averne tanta dopo il pomeriggio ma evidentemente la situazione mi aveva caricato.
Feci alzare Anna e la portai in auto, non ce la faceva neppure a fumare.
La portai a casa, lei con difficoltà scese dall'auto. Si accese una Cammel e poi si tirò su.

[continua...]
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